Negli ultimi mesi si è parlato tantissimo delle proprietà dell’olio di cocco. Si legge su Facebook e sui vari blog che si occupano di fitness e di salute che l’olio di cocco è il nuovo alimento miracoloso che permette di bruciare i grassi e di dimagrire più velocemente.

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Stando alle opinioni di chi lo ha provato, l’olio di cocco ha proprietà benefiche sia utilizzato a scopo alimentare che per trattamenti di bellezza. Infatti tantissime donne hanno iniziato ad utilizzare l’olio di cocco sui capelli ancora umidi per rinforzarli e renderli più lucidi. Ma cosa c’è di vero in questo grosso calderone di informazioni? Le proprietà dell’olio di cocco sono reali o si tratta di operazioni di marketing ben riuscite?

Composizione nutrizionale dell’olio di cocco

Analizzando i valori nutrizionali di una confezione di olio di cocco (abbiamo scelto l’0lio di cocco bio di Foodspring) si nota che sulle 896 kcal contenute in 100 grammi, la quasi totalità è composta da grassi.

Ciò che è davvero interessante è il tipo di grassi presenti. Secondo i dati della BDA, l’olio di cocco è composto da:

  • 86,60% di acidi grassi saturi;
  • 6,25% di acidi grassi monoinsaturi;
  • 1,80% di acidi grassi poliunsaturi.

Acidi grassi saturi nell’olio di cocco

  • 14% (somma di acido butirrico, caproico, caprilico e caprico);
  • 44% acido larico;
  • 17% acido miristico;
  • 8,40% acido palmitico;
  • 2,60% acido stearico;

Acidi grassi monoinsaturi nell’olio di cocco

  • 6,25% acido oleico.

Acidi grassi polinsaturi nell’olio di cocco

  • 1,60% acido linoleico.

Olio di cocco proprietà dei grassi contenuti

Analizzando i dati fino ad ora presentati, si nota che l’olio di cocco presenta un contenuto molto elevato di acidi grassi a catena media (MTC). Hanno una struttura chimica stabile e, al contrario di altri grassi saturi, non vanno ad influenzare i livelli di colesterolo cattivo (LDL).

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Nel grafico si nota l’incidenza sui valori del colesterolo dei vari tipi di grassi. L’acido larico (sigla 12:0) aumenta quasi allo stesso modo sia il colesterolo LDL che HDL e comunque le variazioni non sono molto significative. Al contrario con l’acido miristico (sigla 14:0) e l’acido palmitico (sigla 16:0) hanno un’influenza molto più incisiva. Entrambi sono presenti nell’olio di cocco.

E’ VERO
I grassi dell’olio di cocco non aumentano i livelli di colesterolo LDL

Cercando altri studi su internet si leggono tanti risulti che parlando degli effetti dell’olio di cocco e del suo contenuto di acidi grassi. Tuttavia non tutti si basano su evidenze scientifiche testate anche sugli esseri umani. Il consumo di olio di cocco infatti è ancora tanto di nicchia e sono in corso ancora oggi numerosi studi in materia.

Uno studio del 2004 ha confrontato gli effetti sul colesterolo LDL dell’olio di cocco vergine con l’olio di cocco normale. Si tratta di uno studio eseguito sui ratti e che quindi va preso con le pinze. Il risultato ha dimostrato che l’olio vergine di cocco ha la proprietà di abbassare i livelli lipidici e  LDL del colesterolo. L’azione è dovuta (“probabilmente” si legge nella ricerca) ai polifenoli contenuti e biologicamente attivi.

Usi alimentari

E’ FALSO
L’olio di cocco può essere utilizzato come olio per frittura.

L’olio di cocco, contrariamente a quello che si crede, ha un punto di fumo più basso dell’olio extravergine di oliva. Mentre l’olio di cocco si denatura a 177° C, quello di oliva arriva fino a 190° C. Questo vuol dire che l’olio di cocco non può essere utilizzato in cotture a temperature elevate come ad esempio la frittura.

Sfatiamo alcuni miti sulle proprietà dell’olio di cocco

Si può usare l’olio di cocco per dimagrire?

Uno studio del 1991 (ne esistono tanti fruibili gratuitamente) dimostra che l’assunzione di un pasto con un supplemento di trigliceridi a media catena come quelli contenuti nell’olio di cocco porta ad un aumento della termogenesi del 5% nelle 6 ore successive al pasto. Questo significa i soggetti in buono stato di forma bruciano mediamente dalle 90 alle 140 calorie in più.

Approfondimenti: guarda i migliori termogenici naturali.

E’ vero quindi che usare l’olio di cocco fa bruciare calorie più velocemente, ma non c’è alcuno studio dimostrato scientificamente che porti ad un effetto dimagrante. Né è stato dimostrato mai che l’olio di cocco brucia i grassi.

Approfondimenti: si può dimagrire con l’olio di cocco?

L’olio di cocco fa ingrassare

Chi dice che l’olio di cocco fa dimagrire forse si dimentica che questo alimento contiene quasi 900 calorie per 100 grammi. Guai quindi ad abusarne perché porterebbe facilmente a sballare il conteggio delle calorie giornaliere assunte o di quelle settimanali.

Inoltre essendo composto interamente da lipidi, soprattutto se accompagnato da un pasto ricco di glucidi o carboidrati ad alto indice glicemico, può causare un forte aumento dei valori di insulina nel sangue, un ormone che ha tra i suoi svantaggi di aumentare l’assorbimento di glucosio nelle cellule adipose (cioè fa ingrassare!)

Le proprietà dell’olio di cocco per scolpire il fisico

Abbiamo letto su alcuni siti di presunti esperti che citando le popolazioni indigene dell’Africa occidentale sottolineano come l’olio di cocco sia uno dei segreti che permette loro di avere un fisico definito e asciutto e di evitare numerose patologie conosciute invece nei paesi industrializzati.

In realtà gli indigeni non mangiano l’olio di cocco a cucchiaiate, anzi lo consumano direttamente con il frutto, che è ricco di vitamine, sali minerali e fibre alimentari. Inoltre queste popolazioni fanno ancora lavori manuali pesanti, si muovono sempre a piedi e fanno un’alimentazione che non conosce le contaminazioni del cibo spazzatura. Quindi non è l’olio di cocco che li rende forti, belli e muscolosi, ma lo stile di vita.

Conclusioni nutrizionali

Abbiamo assaggiato questo alimento personalmente: è profumato e rende gustosi gli alimenti. Tuttavia non dobbiamo farci trarre in inganno dalle campagne pubblicitarie che si leggono su internet. E’ ovvio che chi vende olio di cocco farà di tutto perché questo alimento sia considerato miracoloso e dalla proprietà dimagranti.

Tuttavia i benefici dell’olio di cocco non sono neanche minimamente paragonabili a quelli dell’olio d’oliva. Per cui:

  • non sostituire l’olio extravergine di oliva con l’olio di cocco, non fa più bene e non ha meno calorie;
  • non utilizzare l’olio di cocco per le fritture, andresti a denaturare il prodotto con la formazione di sostanze tossiche;
  • usa l’olio per cotture a temperature non troppo alte e a fiamma moderata;
  • usa l’olio di cocco 1 o 2 volte a settimana nelle stesse quantità in cui bisogna usare gli altri condimenti. Cioè 1 cucchiaio (1 cucchiaino per chi è a dieta) a pasto.

Fonti:

  • Componenti alimentari dell’olio di cocco – BDA (Banca Dati di composizione degli Alimenti per studi epidemiologici in Italia)
  • Scott M. Grundy and Margo A. Denke – Dietary influences on serum lipids and lipoproteins (1990)
  • P. Zock et Al – Impact of Myristic Acid Versus Palmitic Acid on Serum Lipid and Lipoprotein Levels in Healthy Women and Men (1994)
  • L. Scalfi et Al – Postprandial thermogenesis in lean and obese subjects after meals supplemented with medium-chan and long-chain triglycerides (1991)
  • Nevin KG et Al – Beneficial effects of virgin coconut oil on lipid parameters and in vitro LDL oxidation. (2004)