La soia fa male? Effetti collaterali per gli uomini e le donne

La soia fa male. E’ il nuovo grido di allarme che si è diffuso negli ultimi mesi negli ambienti vegani e vegetariani. In un momento in cui finalmente anche i normali supermercati si stavano adeguando ad alimenti e cibi vegan, una nuova ricerca rivela che la soia è nociva per gli uomini e le donne. Ma cosa c’è di vero?

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La soia aumenta il rischio di tumori?

La prima ricerca che ha studiato gli effetti collaterali della soia risale addirittura al 2001 ed è intitolata: “Le diete a base di soia che contengono varie quantità di genisteina stimolano la crescita di tumori estrogeno-dipedenti in una maniera dose-dipendente”.

La ricerca è stata portata avanti dal Dipartimento di Nutrizione dell’Università dell’Illinois (USA) e ipotizza un forte legame tra gli elementi presenti nella soia e l’aumento dell’incidenza tumorale.

La soia fa male o fa bene?

D’altra parte uno studio pubblicato sull’Environ Health Prospective (EHP) del 2006 dalla dottoressa  Julia R. Barrett sottolinea quanto gli isoflavoni, un gruppo di fitoestrogeni presenti in alte concentrazioni nella soia, possano determinare numerosi effetti positivi sulla salute umana: prevenzione di malattie cardiovascolari, di osteoporosi, delle patologie legate alla menopausa e paradossalmente anche di diverse forme tumorali.

Ma allora chi ha ragione? Chi dice che la soia fa male o chi ne sottolinea invece i benefici per l’organismo? Proprio in virtù di questi ultimi studi, negli ultimi 10-15 anni gli alimenti contenenti soia si sono moltiplicati. E’ un prodotto economico, proteico e ricco di vitamine e sali minerali. La soia è ottima per chi segue diete vegane o vegetariane e ha bisogno di integrare il suo apporto di proteine quotidiano. Sono tuttavia sempre maggiori le fonti scientifiche attendibili che mettono in guardia dall’uso della soia a causa del contenuto di fitoestrogeni.

Che cos’è la soia

soia-fa-male-beneQuella che oggi noi siamo abituati a chiamare soia, è un prodotto derivante dalla lavorazione dei fagioli di soia, un legume di origine asiatica utilizzato dalle popolazioni orientali più antiche addirittura 3.000 anni fa. Si è diffusa in occidente solo nel XIX secolo.

La soia viene utilizzata oggi per la preparazione di tantissimi prodotti sempre più apprezzati come il tofu, l’olio di semi di soia, la farina di soia, composta addirittura dal 50% di proteine. Questa viene utilizzata per nutrire il bestiame ma anche per produrre le proteine in polvere vegetali.

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Valori nutrizionali della soia

Rispetto ad altri tipi di legumi, la soia contiene molte più proteine e grassi monoinsaturi e polinsaturi, i cosiddetti grassi buoni che abbassano i livelli di colesterolo cattivo. Inoltre il quantitativo di amido è relativamente basso, per cui il fagiolo della soia resta più consistente in bocca rispetto agli altri: si ammorbidisce meno facilmente. Per questa ragione e in virtù di una domanda sempre crescente sono nati prodotti come il latte di soia.

100 grammi di fagioli di soia contengono 122 calorie, 14 grammi di proteine, 9,5 grammi di carboidrati e 6 grammi di grassi. E’ un alimento ricco di sali minerali come potassio e ferro.

Cosa sono i fitoestrogeni

Prima di dire se la soia fa male o bene, è importante capire di cosa si sta parlando. I fitoestrogeni sono un tipo di ormone molto simile agli estrogeni, i famosi ormoni femminili, dal punto di vista chimico ma con alcune sostanziali differenze. Il termine “fito” deriva dal greco phyton ed indica in greco la parola “foglia”.

Il primo mito da sfatare è che la soia fa male agli uomini. Non è vero che mangiare soia renda gli uomini sterili o addirittura femminili. Se ci sono problemi con il testosterone non è certamente colpa degli alimenti che contengono questo legume.

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Gli isoflavoni presenti nella soia sono la daidzeina e la genisteina e possono essere facilmente estratti dal legume. Ecco la ragione per cui esistono degli integratori naturali a base di isoflavoni. Per tanto tempo si è creduto che mangiare la soia ricca di fitoestrogeni facesse aumentare i livelli di estrogeni anche nelle persone più anziane. Proprio per questa ragione è aumentato il consumo di cibi e bevande contenenti soia.

Benefici e controindicazioni

Da alcuni punti di vista i fitoestrongeni si comportano come gli estrogeni. Nelle ossa, ad esempio, sono stimolati gli stessi recettori, per cui l’effetto degli isoflavoni è simile a quello degli estrongeni, anche se un po’ più debole. Questo assicura un effetto benefico per le ossa e una buona prevenzione contro malattie degenerative come l’osteoporosi. Tuttavia in altre parti del corpo, come nel seno, gli effetti simili a quelli degli estrongeni possono comportare una crescita delle cellule fuori dalla norma e un aumento del rischio di sviluppo del cancro. A rendere tutto più complesso c’è anche un’azione anti-estrogeni della soia. Gli isoflavoni infatti occupano il posto che sarebbe degli estrogeni e ne inibiscono la produzione.

Alla domanda “la soia fa male o fa bene” non si può dare una risposta precisa, anche perché il fattore determinante è innanzitutto la quantità presente di isoflavoni.

Qual è la verità allora?

La molteplicità degli effetti della soia sul nostro organismo ha contribuito a rendere tutto poco chiaro e confuso. Esistono ormai migliaia di studi scientifici in letteratura, tanto che la soia e gli isoflavoni sono uno degli argomenti più studiati al mondo nel settore della nutrizione e medicina. Proprio per questa ragione è facile perdersi in studi più o meno consistenti o verosimili.

Soia e cancro

Le ricerche effettuate sugli effetti della soia sulla prostata, sui polmoni, il colon e le ovaie suggeriscono che questo legume abbia un effetto anti-tumorale. La relazione tra soia e cancro al seno non è facile da dimostrare e ci sono ancora tanti studi in corso: fino ad ora i risultati sono stati molto contraddittori. Per alcuni la soia non fa male e non causa il cancro, per altri invece è da considerare come un alimento da evitare. Secondo alcuni studi, non ancora confermati o dimostrati dalla comunità internazionale, le quantità di tofu da non superare al giorno sarebbero di 80 grammi.

Secondo il dottor Franck Messina ci sono evidenti prove scientifiche che dimostrano che se la soia viene consumata già durante l’infanzia e l’adolescenza, c’è una buona possibilità che il rischio di cancro alla mammella si riduca in età adulta. Per ridurre il rischio di contrarre questo tipo di tumore basta una porzione di soia al giorno.

Conclusioni

La ricerca scientifica non ha ancora fatto luce per intero sul mistero e non ha ben chiarito se la soia faccia male alla salute oppure meno. Il nostro consiglio è di non lasciarsi ossessionare da inutili preoccupazioni e di continuare a tenere una dieta bilanciata in cui sono presenti un po’ tutti gli alimenti nelle giuste quantità.

La verità ce la dice il prof. Berrino, direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Tumori di Milano:

“Giustamente gli oncologi sapendo che la soia è molto ricca di fitoestrogeni, con una debole azione ormonale, erano preoccupati che potesse ostacolare il funzionamento del tamoxifene, un farmaco antitumorale. Se ci sono tantissime sostanze estrogeniche nel sangue a causa della soia si pensava potessero inibire l’azione del farmaco. Per questo si diceva alle donne di non mangiare soia.
In realtà ci sono almeno 5 studi su migliaia di studi che mostrano che chi mangia soia è meno recidivo sulla patologia cancerogena. Io sono molto tranquillo: non prenderne tanta, non esagerare con le quantità, ma una buona zuppa di soia sicuramente non fa male.
In conclusione possiamo essere davvero tranquilli che non ci sia alcun rischio a mangiare un po’ di soia.”

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