Il farro è un cereale integrale dalle ottime proprietà nutrizionali consigliato da molti nutrizionisti come alternativa salutare a riso e pasta. Ma non tutti sono d’accordo sulla compatibilità di questo alimento con la dieta. C’è chi dice che il farro fa ingrassare. E’ vero? Quanto se ne può mangiare al giorno?

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Il farro era un alimento utilizzato dai nostri nonni (e dai loro nonni) per preparare delle ottime zuppe. Ancora oggi, in molte zone d’Italia, questo cereale integrale viene proposto nei menu di alcuni ristoranti come prodotto tipico. Pensiamo alle zuppe di cereali e legumi della Toscana o delle zone di montagna. Resta però il fatto che il farro è un carboidrato, per cui chi è a dieta deve fare attenzione.

Per capire se è vero che il farro fa ingrassare bisogna analizzare le proprietà nutrizionali dell’alimento.

Tabella valori nutrizionali per 100 g
Calorie 232 Kcal
Grassi 1,7 g
Carboidrati 61 g
Proteine 9,5 g
Fibre 13 g

Quante calorie ha il farro?

Generalmente quando ci si chiede se il farro fa ingrassare davvero, la prima domanda che ci si pone è: quante calorie ha il farro? Come abbiamo avuto più modo di dire il numero di calorie non è davvero esplicativo del potere ingrassante di un alimento o in questo caso di un cereale.

Il numero di calorie è più o meno lo stesso della pasta, per cui verrebbe spontaneo dire che il farro ingrassa come la pasta. E’ vero? Assolutamente no. Continuiamo ad analizzare la tabella dei valori nutrizionali per capire perché.

Il farro è un carboidrato (ma di qualità)

Continuando il paragone con la pasta integrale notiamo che la concentrazione di carboidrati è praticamente analoga. Il farro contiene probabilmente un po’ meno carboidrati, ma ciò che ci interessa è la componente di zuccheri. Mentre la pasta ne contiene circa 2-2,5 grammi, il farro non arriva neanche a 1 grammo.

Questo vuol dire che andiamo ad assumere glucidi che verranno assimilati più lentamente dal nostro organismo causando un andamento della glicemia più stabile.

La differenza la fanno le fibre

Il fattore che fa davvero la differenza è la concentrazione di fibre. Mentre la pasta ne contiene circa 2 grammi e la pasta integrale circa 5 grammi, il farro ha contenuto di fibre pari a 13 grammi. Sei volte e mezzo maggiore rispetto ai normali spaghetti. Questo significa che ci sarà una massa all’interno del nostro intestino che andrà ad abbassare l’indice glicemico, evitando così i picchi glicemici che sono una delle principali cause per cui si ingrassa.

L’elevato contenuto di fibre inoltre ci garantisce un senso di sazietà più lungo. Saremo quindi meno tentati, dopo un pranzo a base di farro, di fare spuntini e merendine ipercaloriche perché non sentiremo i morsi della fame.

Il farro ha pochissimi grassi

Per completare l’opera facciamo un piccolo riferimento al contenuto di grassi. Il farro è un cereale di tipo integrale e per questa ragione ha un contenuto di grassi bassissimo: meno del 2% e di questo una parte praticamente trascurabile è composta da grassi di tipo saturo.

Il farro non fa ingrassare ma…

Il farro è un alimento adatto a chi è intollerante al lattosio e ai vegani e per questo può essere consumato da tutti ad eccezione per chi è intollerante al glutine. (Il farro non è adatto ai celiaci perché contiene glutine). Tuttavia bisogna far attenzione a non esagerare con le quantità perché si tratta pur sempre di un carboidrato.

5 regole da tenere a mente

  1. Il farro può essere consumato al mattino per una colazione alternativa oppure a pranzo. No a cena! (se non in quantità minori di 40 grammi)
  2. La porzione consigliata a pranzo per un soggetto medio è di 80 grammi. Attenzione ovviamente al condimento: non più di un cucchiaio di olio extravergine di oliva e una fonte proteica. Verdure e ortaggi in abbondanza. Se siamo a dieta e dobbiamo dimagrire meglio ridurre la porzione a 60 grammi.
  3. Non abbinare il farro con le patate perché sono due carboidrati.
  4. Abbina il farro con i legumi per un pasto completo. Dato che i legumi sono carboidrati, riduci la porzione di farro a 60 grammi.
  5. Non abbinare il farro con grassi puri come burro e salse pronte, per evitare di alzare l’indice glicemico.