Proteina C Reattiva – che cos’è, cosa indica e quali sono i valori nella norma

La Proteina C Reattiva, abbreviata PRC, è un indicatore ematico che evidenzia la presenza di un’infiammazione. Si tratta di un importante parametro da ricercare nelle analisi del sangue utile per valutare diversi tipi di problemi di salute.

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Che cos’è la PRC

E’ l’acronimo di proteina C reattiva, in inglese C-Reactive Protein, ed è una molecola prodotta nel fegato. Fa parte della famiglia di oligopeptidi sierici conosciuti anche con il nome di pentrassine.

Si chiama Proteina C Reattiva perché è in grado di provocare la precipitazione del polisaccaride C dello Streptococco pneumoniae. La PRC indica in maniera molto generica un’infiammazione in corso, ma può essere il simbolo di diverse patologie, dalle infezioni al cancro.

Proteina C reattiva valori nella norma

Attraverso le analisi del sangue è possibile trovare la voce P-CRP proteina-C reattiva con un valore espresso generalmente in mg/dl ed indica una concentrazione.

  • Adulti < 0,5 mg/dl
  • Bambini < 0,28 mg/dl
  • Neonati < 3 settimane < 0,41 mg/dl

In condizioni normali, i valori di PCR non superano i 0,5 milligrammi su decilitro di sangue. Tuttavia in caso di infiammazioni acute questo valore può aumentare anche di 1.000 volte già dopo 4-8 ore dall’inizio del processo infiammatorio, per raggiungere le concentrazioni di picco entro 2-3 giorni.

Si tratta di una proteina che ha vita abbastanza breve, circa 19 ore, per cui se viene meno la sua causa scatenante, ovvero l’infiammazione, i valori si abbassano piuttosto rapidamente. La proteina C reattiva è un indicatore importante che dipende dall’entità dell’infiammazione, dalla sua estensione e dal quadro clinico generale del paziente.

Misurazione della proteina C reattiva

E’ sufficiente recarsi presso un laboratorio di analisi cliniche ed effettuare un prelievo di sangue per conoscere entro pochi giorni i valori della PCR.

Un’infermiere effettua il prelievo di sangue da una vena, generalmente sulla zona interna del gomito. Per prima cosa pulisce la pelle della zona con un antisettico, poi posiziona una fascia elastica attorno al tuo braccio così da far emergere la vena. Poi viene inserito un piccolo ago nella vena e raccolto il sangue in una fiala sterile. Verrà poi usato del bendaggio con una garza sterile.

Negli ultimi anni le tecniche di misurazione di questo indicatore ematico sono molto migliorate, tanto è vero che si parla di High-Sensitivity PCR (Hs-PCR). Grazie a questi nuovi metodi si è potuto scoprire che la proteina C reattiva aumenta anche quando ancora non si sono manifestati sintomi apprezzabili.

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Come prepararsi al test della proteina C reattiva

Non ci sono speciali preparativi per questo esame. Puoi mangiare normalmente il giorno del test. C’è da dire tuttavia che molto spesso viene questo esame legato ad altri test ematici (emoglobina, globuli bianchi, ecc…) per cui si consiglia di fare queste analisi al mattino e a digiuno. Si consiglia di bere non più di 2 bicchieri di acqua.

Rischi sul test della proteina C reattiva

Si tratta di un esame clinico molto semplice, è un banale prelievo e quindi presenta bassissimi rischi di complicazioni. Può capitare tuttavia che esca un po’ più sangue del previsto e, soprattutto nei soggetti con pressione bassa, ci sia un senso di vertigine e di stanchezza. Oggi rispetto al passato si usano aghi monouso e tutti materiali sterili per cui non c’è più il problema di infezioni.

Il test PCR può essere utile per stabilire quali sono i rischi di patologie cardiache, soprattutto nei pazienti che soffrono di colesterolo alto.

Come leggere gli esiti degli esami

Non c’è da preoccuparsi se si ha la proteina c reattiva bassa, anzi meglio valori bassi che alti, perché potrebbero indicare come detto un’infiammazione in corso. Secondo diverse ricerche se il risultato del test è un ottimo indicatore anche sullo stato di salute del cuore.

  • <0,1 mg/dl indica che sei a basso rischio di patologie cardiovascolari;
  • tra 1 e 2,9 mg/dl significa che sei a rischio medio;
  • oltre i 3 mg/dl indica un rischio di malattie cardiovascolari elevato;
  • oltre i 10 mg/dl servono ulteriori test per determinare la causa di valori così alti.

In quest’ultimo caso la proteina-C reattiva può essere indicativa di infiammazione alle ossa, malattie autoimmuni, tubercolosi, lupus, linfoma o cancro, pneumonia o altre infezioni. Tuttavia è stato rilevato che anche la pillola anticoncezionale può causare un aumento della PCR. In caso di donne in gravidanza, il test del PCR può (e si sottolinea “può”) essere un sintomo di una complicazione.

Per quanto detto in precedenza nei soggetti adulti i valori nella norma sono inferiori a 0,5 mg/dl. Nel momento in cui si riscontrano valori fuori norma, il medico curante prescriverà ulteriori analisi così anche da escludere un rischio concreto per il cuore. Generalmente vengono prescritte elettrocardiogramma, ecocardiogramma, stress test.

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