Grassi transgenici – il pericolo dei grassi trans idrogenati

I grassi transgenici sono lipidi a cui è stato applicato il processo di idrogenazione. Attraverso questo trattamento viene cambiata la struttura molecolare dei grassi insaturi vegetali trasformandoli in saturi. A partire dagli anni ’90 si è scoperto che questi lipidi sono da limitare il più possibile e che il nostro corpo è fatto per assimilare solo quelle piccole dosi di grassi transgenici presenti naturalmente in alcuni cibi.

grassi-transgenici

I grassi transgenici sono detti anche idrogenati o più semplicemente trans.

Che cosa sono i grassi transgenici

Esistono fondamentalmente due tipi diversi di grassi transgenici nei cibi: quelli naturali e quelli artificiali. I primi vengono a prodotti nell’intestino di alcuni animali e si possono trovare, in piccole quantità, in alimenti di derivazione animale, come latte e carne. I lipidi transgenici artificiali, chiamati anche grassi idrogenati o grassi trans, sono stati  creati lo scorso secolo per assecondare i processi produttivi industriali e rendere solidi alcuni grassi, come gli oli, che in natura si trovano in forma liquida.

Perché sono usati i grassi transgenici?

I grassi trans sono facili da usare, poco costosi da produrre e durano molto a lungo. I grassi transgenici donano al cibo un gusto più invitante e anche una fragranza differente. Tutto questo rappresenta un forte vantaggio e una forte tentazione per tutte le industrie alimentari che producono cibo. I grassi transgenici infatti permettono di abbattere i costi e rendono i cibi più appetibili.

Molti ristoranti e fast food hanno iniziato negli anni 80 ad utilizzare i grassi trans per friggere i cibi. Questo grazie alla possibilità di poterli riutilizzare in diversi cicli di cottura.

Anche per questa ragione noi sconsigliamo di prendere prodotti fritti nei fast food. Gli oli vengono utilizzati più volti generando numerose sostanze tossiche in questo processo di cottura.

Alcuni paesi, come Danimarca, Svizzera e Canada hanno ridotto o molto limitato l’uso dei grassi transgenici nelle catene dei fast food. In Italia abbiamo meno questo problema, visto che generalmente ristoranti e produttori cercano di utilizzare prodotti naturali. Il pericolo è concreto quando si consumano quelli che vengono chiamati junk foods, ovvero cibo spazzatura di derivazione industriale.

I grassi transgenici fanno male?

Tra gli effetti principali dovuti al consumo di grassi transgenici abbiamo un peggioramento generale dell’assetto lipidico: si registra infatti un aumento dei trigliceridi, un aumento del colesterolo LDL (detto cattivo) e una diminuzione del colesterolo HDL (detto buono).

Gli effetti sono disastrosi anche dal punto di vista metabolico perché i grassi idrogenati vanno a ridurre la sensibilità insulinica. Questo vuol dire che il nostro corpo deve rilasciare molta più insulina per il metabolismo dei carboidrati: ciò si traduce in un pericolo concreto per chi soffre di diabete. Questo fenomeno inoltre porta a convertire i glucidi e gli zuccheri più facilmente in grassi. Detto in parole povere i grassi transgenici fanno ingrassare.

E’ stato inoltre dimostrato che i grassi trans aumentano il rischio di contrarre patologie cardiovascolari come infarto ed ictus. Una ricerca del 2014 ha dimostrato che pero ogni 2 grammi al giorno in più di grassi idrogenati, aumenta del 14% il rischio di infarto negli uomini.

Attenzione ovviamente a non estremizzare il problema: il nostro corpo è infatti capace di tollerare una certa quantità di grassi idrogenati. Questo perché, come abbiamo visto, i processi di idrogenazione e di isomerizzazione avvengono già naturalmente in natura e sono presenti in alimenti come latte, carne e derivati. Non tutti inoltre sono uguali: è stato dimostrato che l’acido grasso trans vacceico ha degli effetti benefici per l’organismo se consumato con moderazione.

Quanti se ne possono assumere al giorno

Prima degli anni ’90 si sapeva davvero molto poco sugli effetti dei grassi idrogenati sul nostro organismo. E’ proprio nell’ultimo decennio dello scorso secolo che sono iniziate le ricerche e gli studi sugli effetti dei grassi transgenici.

In base ai risultati individuati, si è capito oggi che il consumo giornaliero va limitato al massimo e non deve superare 1 grammo al giorno. Il nostro consiglio è di evitare cibi industriali che possono contenere queste sostanze e limitarsi a consumare prodotti freschi e di stagione.

I grassi transgenici dove si trovano

Quali alimenti contengono grassi idrogenati? Vanno consumati il meno possibile tutti i prodotti appartenenti alle grandi filiere industriali. Si trovano grassi transgenici nelle fritture e nei dolci, come torte, biscotti, pizze congelati, crackers e altri prodotti precotti o pre-confezionati.

Si può capire dove si trovano i grassi idrogenati semplicemente guardando gli ingredienti e i valori nutrizionali di ogni alimento. Attenzione alla margarina: questa viene considerata un’ottima alternativa al burro, visto che è di origine vegetale e non animale. Peccato però che trattandosi di un grasso vegetale, in natura dovrebbe essere allo stato liquido e invece si presenta allo stato solido. Questo perché è composta per buona parte da grassi idrogenati.

Attenzione anche ai gelati industriali: i grassi transgenici sono utilizzati oltre che per migliorare la consistenza del prodotto, anche per aumentarne la scadenza. Hai mai notato infatti nei frigo-bar quanto gelati vecchi ci sono? Questo perché all’interno contengono molti conservanti e spesso anche grassi grans.

Come posso limitare l’apporto giornaliero?

Una volta capito quali sono i grassi transgenici e in quali cibi sono più presenti, ci sono alcuni buoni comportamenti che puoi introdurre nella tua vita di tutti i giorni. Ad esempio quando vai a fare la spesa verifica sempre la lista degli ingredienti e lascia sullo scaffale tutti quei prodotti che:

  • contengono margarina;
  • contengono grassi idrogenati;
  • hanno ingredienti di cui non capisci il nome il significato (sono additivi, addensanti o conservanti, meglio lasciar perdere)

Concentra la tua alimentazione su cibi che contengono grassi monoinsaturi e polinsaturi come il pesce azzurro, la frutta secca, l’olio extravergine di oliva e i semi di lino. Attenzione inoltre a come utilizzi anche questi ultimi in cucina: i grassi hanno un loro punto di fumo che non va mai superato, per cui cuocili sempre a basse temperature e attento a non bruciarli.

Alcuni consigli alimentari utili per farlo

  • Basa la tua alimentazione giornaliera su frutta, verdura, carboidrati a basso indice glicemico e proteine provenienti sia da fonti animali che vegetali.
  • Limita il più possibile il consumo di cibi precotti o congelati.
  • Se devi concederti un dolce, assicurati che sia fresco e prodotto da una pasticceria di fiducia. Evita quelli da banco al supermercato.
  • Leggi sempre la lista degli ingredienti quando fai la spesa.
  • Evita cibi con grassi transgenici o idrogenati.
  • Limita il cibo spazzatura: abolisci merendine, snack e prodotti da distributore o da discount.
  • Evita di mangiare in friggitorie o fast food.
  • Segui le linee guida per una corretta alimentazione che abbiamo pubblicato e che sono approvate dal Ministero della Salute.

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