Acido malico negli alimenti – dove si trova e a cosa serve

L’acido malico è una molecola presente in natura nella frutta e in alcuni tipi di verdura. E’ responsabile del gusto aspro presente nelle mele e nelle pere. Viene utilizzato anche come additivo o integratore alimentare e apporta numerosi benefici per la salute umana, incluso un sostegno per le condizioni della fibromialgia e sindrome dell’affaticamento cronico.

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L’acido malico è detto anche acido melico perché l’alimento in cui si trova di più sono proprio le mele.

Che cos’è l’acido malico

L’acido malico negli alimenti è molto frequente, ma è presente naturalmente nell’uomo ed interviene nei processi di conversione di carboidrati, proteine e grassi in energia e acqua. E’ infatti una molecola fondamentale affinché avvengano il ciclo di Krebs nei mitocondri cellulari.

Un supplemento di acido malico può migliorare l’igiene orale, ridurre la fatica e migliorare i livelli energetici fisici. Proprio per questa ragione viene utilizzato frequentemente come integratore alimentare.


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Qui di seguito trovi indicati 5 alimenti che hanno la più alta concentrazione di acido malico. Usali in maniera saggia nella tua dieta per migliorare le tue riserve energetiche.

1 – La frutta in generale è ricca di acido malico, ma è soprattutto nelle mele che si trovano il quantitativo maggiore. Circa il 95% del sapore aspro è causato dalla presenza di questa molecola. Al secondo posto tra i frutti c’è l’anguria, con un contenuto acido circa del 90%. Le banane ne contengono circa il 70%, i leetches il 90%, le pesche il 60%. L’uva è un’altra fonte naturale di acido malico, poiché rappresenta circa il 40% del suo contenuto acido. Oltre a questi ci sono il mango, le pere, i lamponi e le albicocche.

2 – Così come la frutta anche la verdura è un alimento ricco di acido malico. Broccoli, fagioli, carote, piselli, patate, pomodori e rabarbaro non devono mai mancare sulla tua tavola.

3 – L’acido malico è usato come aroma in tantissimi tipi di cibi, incluse caramelle, gomme da masticare, ghiaccioli, conserve e dolci. Viene indicato con la sigla E296. Si consiglia di non esagerare con le dose di questi alimenti, non solo perché fanno ingrassare, ma anche perché i bambini e neonati che non hanno ancora sviluppato pienamente gli enzimi giusti per poter assimilare questa molecola.

4 – Nelle bevande viene spesso utilizzato come un conservante naturale sia in quelle zuccherate che ipocaloriche. E’ possibile trovarlo nel tè freddo, nelle bevande a base di frutta e in alcuni alcolici. Fa parte delle reazioni acide che si generano nel vino.

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