Arrampicata e free climbing: di cosa si tratta, chi può praticarlo o meno, le varie tipologie, l’attrezzatura necessaria e gli esercizi

Arrampicata e free climbing: di cosa si tratta, chi può praticarlo o meno, le varie tipologie, l’attrezzatura necessaria e gli esercizi

Gli sport all’aria aperta oggi sono davvero molti, ma pochi permettono di godersi anche un ottimo panorama e di rilassare la mente contemporaneamente all’allenamento fisico.

Uno di questi, riconosciuto solo di recente come disciplina sportiva, nel 1985 a Bardonecchia, è l’arrampicata: un’ottima attività fisica che permette di allenare il corpo, la destrezza, la coordinazione motoria e anche di consumare diverse calorie. Basti pensare che 1 ora di arrampicata sportiva permette di consumare sino a 800kcal.

Ma ora vediamo insieme nello specifico: cos’è l’arrampicata, chi può praticarla, le varie tipologie esistenti e l’attrezzatura con gli esercizi necessari.

 

Arrampicata e free climbing: di cosa si tratta

L’arrampicata è una disciplina che coinvolge diversi muscoli del corpo: come dorsali, addominali, lombari e glutei.

Ma non solo, l’allenamento coinvolge molto più di quanto si possa pensare:

  • La coordinazione motoria;
  • L’equilibrio;
  • L’apparato scheletrico;
  • L’apparato cardiovascolare;
  • La concentrazione mentale;

Quando si parla di arrampicata, soprattutto quando praticata outdoor, quindi su pareti rocciose naturali, e non indoor, su pareti artificiali di strutture specializzate, allora si ha un coinvolgimento maggiore della testa che, grazie anche alla natura che circonda i luoghi utilizzati per quest’attività, riesce a scaricare stress accumulato durante la vita frenetica di tutti i giorni.

 

Arrampicata e free climbing: chi può praticarlo

Quest’attività sportiva non è così difficile da praticare, o meglio non è così proibitiva come può sembrare.

Difatti può essere praticata a partire dai 4 anni, sino ben oltre i 70.

Ovviamente si predilige quella al coperto, arrampicata indoor, soprattutto per iniziare ad approcciarsi a questa disciplina per la prima volta, quindi su pareti artificiali ben attrezzate.

Va da se che, data l’elasticità richiesta dallo sport stesso, i giovani, e ancora di più il sesso femminile, sono maggiormente agevolati nel praticarlo.

L’indoor si può utilizzare come trampolino di lancio per future e più difficili gite outdoor, oppure può essere anche scelta come attività preferenziale, un paio di volte alla settimana, che ci aiuti a sgombrare la mente, oltre che tenerci bene in forma. Questo perché, come già accennato, si tratta di uno sport a tutto tondo, che allena diverse parti del corpo, oltre che la mente.

 

Arrampicata e free climbing: le varie tipologie

L’arrampicata comprende svariate tipologie, le principali sono 3:

  1. Arrampicata sportiva

Sia nel caso di outdoor che indoor, si tratta di un’arrampicata in cui si utilizzano corde e rinvii per la sicurezza, così come spit e appigli vari piazzati a parete, naturale o artificiale che sia. La data ufficiale che vede l’arrampicata definirsi ‘sportiva’ è il 1985, a Bardonecchia, come già accennato in precedenza. Nel 1987 nasce, a Torino, la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI) riconosciuta poi dal CONI.

  1. Arrampicata tradizionale

Denominata anche Trad, si tratta di un’arrampicata che avviene senza appigli artificiali, ma quelli semplicemente dati dalla parete rocciosa oppure semplicemente alcuni ancoraggi amovibili. Andata in disuso tra gli Anni Ottanta e Novanta, cade nelle sole mani di alpinisti professionisti; oggi invece è tornata in uso anche dai non professionisti, con grande occhio attento all’ambiente, grazie all’utilizzo di protezioni veloci da rimuovere.

  1. Arrampicata libera

Quando si parla di arrampicata libera, si parla di free climbing, ovvero di quella tipologia di arrampicata che utilizza esclusivamente l’aiuto del proprio corpo.

Ovviamente vengono sempre utilizzati strumenti di sicurezza, come corda, imbrago, discensore moschettoni, nuts, friends e rinvii, ma solo al fine dell’assicurazione.

Questo genere di arrampicata viene ulteriormente divisa in 3 diverse categorie:

  • Redpoint

    Detta anche ‘lavorata’, ovvero quando si esegue un percorso già tentato e dopo aver individuato la migliore strategia di arrampicata;

  • On Sight

    Ovvero ‘a vista’, quando scalata effettuata per la prima volta senza aver osservato nessun altro scalatore o comunque senza alcun tipo di aiuto di attrezzature;

  • Flash

Sempre ‘a vista’, ma con indicazioni e informazioni di altri scalatori che l’hanno già effettuata;

 

Arrampicata e free climbing: l’attrezzatura necessaria

Partendo dal presupposto che nel free climbing l’arrampicata non viene agevolata da alcuna attrezzatura, vi è sempre e comunque quella base per evitare infortuni e spiacevoli cadute.

Si tratta di:

  • Corda di sicurezza;
  • Imbrago;
  • Discensore;
  • Moschettoni di varie misure;
  • Nuts;
  • Friends;
  • Rinvii;

Il tutto non agevola ma semplicemente tutela.

 

Arrampicata e free climbing: gli esercizi da fare

Ora, bisogna quindi mettere in evidenza quelli che sono gli esercizi da fare per prepararsi soprattutto a quest’ultima tipologia di arrampicata che affida tutto allo sforzo fisico, senza altri tipi di aiuti esterni.

I requisiti intanto fondamentali al fine del primo approccio sono:

  • Preparazione sportiva;
  • Adeguato riscaldamento;

Ora, partendo da ciò si procede sempre con gradualità e con allenamenti da pareti di altezza dai 3 ai 5 metri massimo, con inclinazioni variabili. Ideale, a tal scopo, il muro-boulder, ovvero una struttura molto bassa su cui ci si può arrampicare facilmente senza la necessità di avere corde o altra attrezzatura di sicurezza, e con la presenza di materassi specifici alla base.

Molto utile come esercizi, almeno inizialmente, quelli riguardanti il potenziamento di braccia, mani e dita. Questi possono essere eseguiti sulla trave di arrampicata, soprattutto dai principianti che hanno più difficoltà nello sforzo, non essendo abituati.

Utilissimo, invece, lo stretching, sia prima che subito dopo l’allenamento, così come il riscaldamento in generale, per agevolare l’allungamento dei muscoli e permettere un maggior movimento distensivo durante l’arrampicata.

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