Ortoressia – le pseudo diete tra terrorismo psicologico e fanatismo

Per ortoressia si intende un disturbo alimentare che porta il soggetto ad un’attenzione eccessiva verso le regole alimentari. Non si tratta, almeno non ancora, di una patologia riconosciuta in termini medici. Tuttavia sono già tanti gli psicologi che parlando di ortoressia come di una ossessione vera e propria verso il mangiare sano.

ortoressia-significato-ossessione-cibo

Che cos’è?

Le nuove tecnologie digitali hanno permesso alle masse di accedere a numerose conoscenze che una volta erano irraggiungibili se non attraverso studi e letture mirate. Soprattutto con i social network la quantità delle informazioni disponibili è molto aumentata. Quella che è peggiorata notevolmente è invece la qualità delle stesse.

Se oggi si parla di ortoressia è anche perché su internet vengono diffuse tantissime diete che non hanno alcun fondamento scientifico. Basti pensare alla dieta dei gruppi sanguigni. Basta davvero conoscere il proprio antigene sanguigno per sapere cosa mangiare? Si pensi poi a chi segue la Paleo-dieta, chi diventa vegano, chi diventa intollerante al lattosio… Insomma una vera e propria ossessione per il cibo, definita dagli psicologici ortoressia.

Significato di ortoressia: il termine deriva dal greco orthos orexis che significano giusto appetito.

I sintomi del problema

Non si tratta dell’ennesima patologia che va tanto di moda ma di una vera e propria tendenza degli italiani a curare l’alimentazione in maniera così maniacale da diventare un peso. Secondo gli ultimi studi sono circa 500.000 italiani gli ortoressici che trascorrono la maggior parte del proprio tempo libero a pensare a cosa mangiare.

Come riconoscere una persona con l’ortoressia? Mentre un soggetto normale fa attenzione alla spesa e legge le etichette, si informa sulla provenienza dei prodotti e sugli ingredienti usati, l’ortoressico ne è ossessionato a tal punto da dedicarci buona parte della giornata. Si crea così regole sue alimentari, ovviamente prive di fondamenti scientifici, che non riesce a trasgredire se non sentendosi enormemente in colpa.

L’ossessione per il cibo

C’è chi senza ragione toglie il glutine, chi le proteine animali, chi le caseine, … In questo modo ci convinciamo che ciò che ci faceva male sia stato eliminato, anche se non ci sono alche ragioni o neanche degli indizi per pensarlo. L‘ortoressia porta a continue rinunce e scelte alimentari ingiustificate che portano nell’immediato ad una sensazione di benessere psicofisico. Questa è reale anche se frutto di autosuggestione. Insomma il classico effetto placebo. Peccato che dopo non molto tempo questa sensazione svanisca e si cercano nuovi cibi da eliminare.

L’ossessione per il cibo ci porta a pensa che un determinato alimento faccia bene o male e ci auto-convinciamo a tal punto da portare addirittura, in alcuni casi, a pseudo reazioni allergiche.

Il test di Bratman per l’ortoressia

Conosci un amico che si preoccupa in maniera quasi maniacale del cibo? Nel 1997 è stato inventato questo piccolo questionario molto semplice che può dare indicazioni utili a capire se un soggetto rientra in una fase moderata o più avanzata dell’ortoressia. Se vengono date da 1 a 4 risposte positive, si è nella fase più lieve del problema. Se risponde “si” a tutte le domande, allora è probabile che sia necessario l’aiuto di uno psicologo.

  1. Pensi per più di 3 ore al giorno al cibo e a cosa mangiare?
  2. Pensi al menu giornaliero diversi giorni prima?
  3. Il pensiero che un cibo ti faccia ingrassare è più importante del piacere stesso di mangiarlo?
  4. Da quando hai iniziato a curare la tua alimentazione, ritieni di essere diventato più ansioso?
  5. Ti senti gratificato e soddisfatto quando mangi correttamente?
  6. Hai eliminato completamente dalla tua dieta alcuni cibi perché li ritieni poco salutari?
  7. Provi difficoltà o imbarazzo quando vai a mangiare fuori?
  8. Quando mangi qualcosa di non proprio sano ti senti in colpa?
  9. Aumenta la tua autostima quando mangi bene?
  10. Ritieni che le tue regole a tavola siano severe?

Ovviamente non è un test che ha validità scientifica, ma è da prendere molto con le pinze. Tuttavia ci permette di fare alcune interessanti riflessioni sulle abitudini del soggetto e sul suo modo di approcciarsi al cibo.

Quali problemi porta l’ortoressia

Il fatto di curare in maniera maniacale la propria alimentazione comporta un vero e proprio problema sociale. Il soggetto colpito, infatti, ha difficoltà non solo ad avere rapporti equilibrati con l’esterno (basti pensare a quanti problemi può farsi per una cena fuori), ma anche con il proprio partner.

L’ortoressico inoltre si chiude sempre più in un meccanismo di autodifesa formato da sue regole precise ed imprescindibili. Vive in uno stato di ansia e non accetta critiche da parte di chi non accetta o non condivide il suo stile di vita.

Il problema vero è che queste regole, dietro cui si barrica, sono in genere frutto di false conoscenze. L’ortoressico infatti generalmente non è ben informato sui problemi a cui cerca di dar una soluzione e si basa sul “sentito dire”, su falsi miti o, come dicevamo all’inizio, su ciò che legge su internet.

Addirittura arriva ad evitare qualsiasi confronto con chi è più preparato e rifiuta qualsiasi conoscenza ulteriore che faccia vacillare le sue convinzioni. Nei casi in cui il soggetto sia invece culturalmente preparato, arriva a rinunciare a tutto ciò che abbia una validità scientifica per “sapere poche cose ma semplici”. Sappiamo benissimo invece quanto, soprattutto nel settore Nutrizione, non c’è nulla di semplice e banale.

L’ortoressia porta ad un continuo senso di insoddisfazione personale che impedisce il soggetto a godersi il presente a gioire delle compagnie di amici e conoscenti. La preoccupazione continua di dover programmare, quest’ossessione per il cibo, di dover progettare e migliorare il futuro gli comporta un grosso limite sul presente, minando i suoi rapporti interpersonali e le sue relazioni affettive.

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